Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

Nati in Francia, a Besançon, Auguste Marie Louis Nicholas e Louis Jean Lumière, sono stati due imprenditori francesi considerati tra i primi e più importanti cineasti della storia.

E fu proprio grazie a questi due fratelli che ebbe inizio la grande avventura della cinematografia realizzata tramite la proiezione di fotografie scattate in rapida successione che trasmettevano allo spettatore l’illusione del movimento.

I Lumière brevettarono diverse invenzioni tra cui il “foro di trascinamento” nella pellicola cinematografica che consentiva lo scorrimento di questa attraverso il proiettore e il cinématographe, lo strumento che aveva la duplice funzione di camera e di proiettore.

La prima proiezione pubblica si tenne a Parigi nell’estate del 1895, nelle sale della Revue générale des sciences, un pubblico entusiasta accolse con un tripudio di applausi l’invenzione dei due fratelli.

La prima proiezione a pagamento si tenne invece al Gran Café sul Boulevard des Capucines di Parigi il 28 dicembre 1895; gli spettatori assistettero al primo corto-commedia “L’innaffiatore innaffiato” nel quale un ragazzo blocca, senza essere visto, l’afflusso di acqua di una pompa, mentre un giardiniere innaffia un giardino. Quest’ultimo guarda la pompa da cui non esce acqua e contemporaneamente il ragazzo sposta il piede e innaffia il giardiniere.

Il-primo-film-della-storia--300x228

I Lumière misero in vendita lo strumento e molti cominciarono ad acquistarlo per fare riprese per conto proprio; famosa è “l’Uscita dalle officine Lumière” o “L’arrivo del treno alla stazione della Ciotat”, dove la posizione diagonale della cinepresa rispetto al binario permetteva di vedere in grande profondità di campo la locomotiva che arrivava da lontano e sembrava invadere lo spazio reale dello spettatore.

La pellicola in bianco e nero scorreva a mano con una manovella e le immagini, a 16 fotogrammi al secondo, sfarfallavano provocando fastidi alla vista degli spettatori. Bisognerà attendere l’invenzione del motore elettrico e delle focali di precisione per eliminare questo inconveniente.

Paradossalmente i due fratelli consideravano il cinema un’invenzione senza futuro. Ritenevano che presto il pubblico si sarebbe stufato di questo nuovo spettacolo in movimento; infatti decisero presto di occuparsi di fotografia a colori, rendendo la loro comparsa nella storia del cinema piuttosto fugace.

Ma è un dato di fatto che con il cinematografo dei fratelli Lumière del 1895 si iniziò a parlare di cinema vero e proprio composto da uno spettacolo proiettato ad un pubblico pagante radunato in una sala. Di pochi anni prima era il “kinetoscopio”, l’invenzione di Thomas Edison: si trattava di una sorta di grande cassa sulla cui sommità si trovava un oculare; lo spettatore poggiava l’occhio su di esso, girava la manovella e poteva guardare il film montato nella macchina. Limite di questo strumento era la visione monoculare e quindi non adatta ad una visione pubblica.

Lumiere_1

L’invenzione dei Lumière era invece di facile fruizione ad un gruppo di persone molto esteso che poteva guardare uno spettacolo simultaneamente; inoltre i due fratelli si accorsero che le persone andavano a vedere i loro film aspettandosi di vedersi davanti allo schermo infatti i passanti si mettevano in posa di fronte al cinematografo.

Dunque l’invenzione dei Lumière contribuì a trasformare tutto il mondo in uno spettacolo, consentiva infatti di viaggiare anche a chi non ne aveva i mezzi; nacque così la “veduta”, antenata del documentario, ripresa da operatori e fotografi in giro per il mondo.

Le caratteristiche delle “vedute in movimento” o “vedute animate” dei fratelli Lumière erano:

  1. L’inquadratura unica e fissa senza montaggio;
  2. La profondità di campo: ogni veduta metteva a fuoco figure vicine e lontane;
  3. La molteplicità di centri e di soggetti entro ciascuna inquadratura;
  4. Presenza dell’operatore dentro le immagini;
  5. Presenza di un narratore che durante le proiezioni spiegava le scene.

Il Cinematografo era dal punto di vista narrativo un tipo di spettacolo ancora ottocentesco che per trasformarsi nel “cinema”, come lo intendiamo oggi, avrebbe dovuto eliminare il presentatore e diventare uno strumento che si enunciasse da solo. Affinché ciò diventasse realtà ci sarebbero voluti altri personaggi, altre tecniche innovative e soprattutto l’interessamento dell’America a questo nuovo prodotto di massa.

Sara D’Incertopadre

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...