Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

A quanto pare in periodo di crisi vedere l’arte a costo zero è di moda; code immense fuori dai musei e ore ed ore di fila sono ormai un’abitudine. Il caso limite di questo fenomeno è quello della Galleria degli Uffizi, il museo più famoso e visitato d’Italia, Musei Vaticani esclusi che, ad esser pignoli, propriamente italiani non sono!

Il 4 gennaio è stata la prima giornata del nuovo anno dell’iniziativa “musei gratis” e gli Uffizi sono stati letteralmente presi d’assalto dai turisti. Già durante il ponte dell’Immacolata, con i musei gratis il 7 di dicembre, si era creata una situazione simile con una coda che dall’entrata del museo arrivava fino a Ponte Vecchio. Così è stato anche questa volta, con un’attesa per i visitatori che andava dalle 3 alle 4 ore.

Sorvolando sul fatto che sono intervenuti persino i vigili urbani a dirigere il traffico dei visitatori che, in una città come Firenze, dovrebbero essere impegnati in tutt’altro, è da chiedersi se l’apertura gratuita di un museo come gli Uffizi sia una geniale idea culturale o solo una geniale trovata pubblicitaria.

In parole povere se è vero che l’apertura gratuita, soprattutto in periodi festivi, di musei e siti culturali porta un maggior numero di visitatori, anche di quella tipologia che non sceglierebbe un museo come luogo da visitare in vacanza o nel fine settimana, è vero anche che il tipo di esperienza didattica ed estetica che dovrebbe farsi con l’entrata in un luogo culturale è impoverita e alquanto superficiale nel momento in cui il godimento della stessa è condiviso con una folla esagitata, confusionaria e spesso impreparata.

E’ un vero e proprio impauperimento del significato del Museo come istituzione culturale che dovrebbe formare la coscienza dei popoli attraverso la conoscenza dell’arte mentre spesso ci si trova a guardare i grandi capolavori dell’arte come fossero carne da macello. Cosa si comprende davvero dell’arte? Della singola opera? Dell’esperienza estatica del trovarsi, per esempio, a tu per tu con la Venere del Botticelli? Gli Uffizi poi non hanno sale espositive di dimensioni molto grandi e spesso ci si trova ad affollarsi davanti alle opere. Dov’è l’attenzione alla conservazione dell’opera d’arte? In queste situazioni non si può negare che le opere soffrano i cambiamenti repentini delle condizioni ambientali che le circondano.

Di fatto non è totalmente da condannare l’idea in sé dei musei gratis ma sarebbe preferibile e auspicabile applicarla ai musei meno conosciuti, meno valorizzati, e, per questi motivi, meno visitati che non ai musei del calibro della Galleria degli Uffizi, un museo che potrebbe invece fare da capofila per altri tipi di iniziative ed eventi.

Sara D’Incertopadre

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