Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

Timothy William Burton nasce il 25 agosto 1958 a Burbank, un sobborgo non lontano da Los Angeles e dai richiami di Hollywood. La sua infanzia trascorre in questa piccola cittadina di periferia, circondato dalla normalità della middle class che la abita, dove Tim comincia a frequentare assiduamente il cinema che lo coinvolge e lo appassiona più di ogni altra cosa.

A colpirlo in modo particolare sono i cosiddetti film di serie B e i film horror. In questa tipologia di film Burton trova una valvola di sfogo ai suoi tormenti di bambino prima e di adolescente poi, la sua fervida immaginazione riesce infatti a trasformare anche una banale cittadina americana come Burbank in un luogo di paura e mistero.

Comincia da giovanissimo a cimentarsi nel cinema girando brevi film che consegna ai professori come compiti per casa e parallelamente disegna, dando prova di mano sicura e di inesauribile immaginazione. Nel 1976 entra con una borsa di studio al California Institute of Arts, la scuola per disegnatori fondata dalla Disney, ma il tipo di lavoro che gli viene richiesto alla Disney non è di suo gradimento; lui ama disegnare scheletri e fantasmi, non animaletti simpatici per cartoni formato famiglia. La stessa Disney non sembra apprezzare le sue idee che non vengono mai prese in considerazione perché considerate bizzarre e di poco successo.

Solo due giovani dirigenti degli Studios, Julie Hickson e Tom Wilhite, gli consentono di realizzare un singolare cortometraggio in bianco e nero di sei minuti, “Vincent”.

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Il corto vince svariati premi e per due settimane viene proiettato nelle sale prima di “Un ragazzo chiamato Tex” (1982), uno dei tanti film Disney per teenager.

Da questo momento Burton comincia a realizzare lungometraggi, che diventano dei veri e propri cult di successo: da “Frankenweenie” a “Edward mani di forbice”; da “Bettlejuice-Spiritello porcello” a “Batman”.

Nel 1990 esce nelle sale cinematografiche un film che, partendo da produzione minore, diventa il film cult per eccellenza firmato Tim Burton, “Edward mani di forbice”. A scommettere su questo film è la Twentieth Century Fox, dopo che la Warner rifiuta di produrlo perché considerato poco commerciale.

Il film è una variazione sul tema di Frankenstein, una creatura che sfugge al suo inventore, ma raccontato in modo fiabesco, con una voce narrante che conduce lo spettatore attraverso la storia: è una vecchia signora a narrare alla nipotina la strana storia di un uomo che aveva delle forbici al posto delle mani e il cui arrivo nella tranquilla cittadina aveva portato scompiglio e curiosità.

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Al posto delle mani Edward ha delle forbici perché il suo creatore, che viveva in una grande villa fuori dalla cittadina, è morto senza portarle a termine. Comincia così l’avventura di questo strano e affascinante personaggio. Ma è la scelta del protagonista che deve interpretare Edward che segna una svolta nella carriera del regista: Burton trova in un giovane attore dalla faccia d’angelo, idolo del pubblico adolescente della serie televisiva “21 Jump Street”, l’Edward che immagina. E’ il ventiseienne Johnny Depp che aspira per la sua carriera a qualcosa di diverso dal ruolo di idolo delle ragazzine.

Dal 1990 ad oggi il duo artistico Burton/Depp gira ben otto film insieme: oltre ad “Edward mani di forbice”, “Ed Wood” (1994), “Il mistero di Sleepy Hollow” (1999), “La fabbrica di cioccolato” (2005), “La sposa cadavere” (2005), “Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street” (2007), “Alice in Wonderland” (2010) e “Dark Shadows” (2012).

In “Sweeney Todd” i due arrivano all’apice di quello che è considerato il genere gotico, di cui Burton è maestro assoluto. Si tratta dell’adattamento di un musical scritto da Stephen Sondheim per Broadway nel 1979, è una “black operetta” che ben si adatta a due artisti come Burton e Depp. Depp si cimenta nell’interpretazione di tutte le canzoni scritte da Sondheim e la sua recitazione gli vale un nomination all’Oscar.

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Corteggiato da Hollywood e con incassi da record al botteghino, Burton si trova ad avere a disposizione attori famosissimi che vogliono far parte del cast dei suoi film. Attori di calibro internazionale sono man mano apparsi nei suoi film: Jack Nicholson e Michael Keaton, Michelle Pfieffer e Alex Baldwin, Geena Devis e Helena Bonham Carter, sua compagna di vita, Vincent Price e Cristopher Lee.

Ma è con l’attore e amico, Johnny Depp, che il regista dà il meglio di sé e sente di poter realizzare qualsiasi tipo di personaggio; un vero e proprio sodalizio artistico che frutta ai due fama internazionale. Siate certi che ne vedremo sicuramente ancora delle belle!

Sara D’Incertopadre

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