Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

Questa settimana torniamo ad occuparci di dettagli…

Chi è l’artista che ha dipinto quest’opera?? Lo riconoscete?

Soluzione del Rompicapo del 23-01-2015

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Si tratta de La Calunnia, un dipinto a tempera su tavola (62×91 cm; v. glossario) di Sandro Botticelli, databile al 1496 e conservato nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Il soggetto rimanda all’ekphrasis (v. glossario) di Luciano di Samosata contenuta nel De Calumnia (II sec. d.C.) che, integralmente riportata da Leon Battista Alberti nel terzo libro del trattato De Pictura (1435), si pone quale riferimento imprescindibile per i numerosi tentativi di trasposizione pittorica e quale affidabile chiave di lettura per la versione botticelliana. Il motivo della Calunnia di Apelle, sviluppato in molte varianti testuali ed iconografiche, assume particolare rilevanza nella produzione figurativa italiana a partire dal 1472, anno della sua prima rappresentazione miniata per mano di Bartolomeo Fonzio.

La complessa iconografia botticelliana riprende fedelmente l’episodio originale e la scena viene inserita all’interno di una grandiosa aula, riccamente decorata di marmi e rilievi e affollata di personaggi; il quadro va letto da destra verso sinistra: il re Mida, riconoscibile dalle orecchie d’asino, nelle vesti del cattivo giudice, è seduto sul trono, consigliato da Ignoranza e Sospetto; davanti a lui sta il Livore, l’uomo con il cappuccio nero, coperto di stracci e con la torcia in mano; dietro a lui è la Calunnia, donna molto bella e che si fa acconciare i capelli da Perfidia e Frode, mentre trascina a terra il Calunniato impotente; la vecchia sulla sinistra è la Penitenza e l’ultima figura di donna sempre a sinistra è la Verità, con lo sguardo rivolto al cielo, come a indicare l’unica vera fonte di giustizia.

È l’amara constatazione che rivela tutti i limiti della saggezza umana e dei principi etici del classicismo, non del tutto estranea alla filosofia neoplatonica. È dunque il segno più evidente dell’infrangersi delle sicurezze fornite dall’umanesimo quattrocentesco, a causa del nuovo e turbato clima politico e sociale che caratterizzerà la situazione fiorentina dopo la morte del Magnifico nel 1492; in città imperversavano infatti le prediche di Girolamo Savonarola, che attaccò duramente i costumi e la cultura del tempo, predicendo morte e l’arrivo del giudizio divino e imponendo penitenza ed espiazione dei propri peccati. Lo stesso Botticelli fu assai colpito dalle predicazioni del Savonarola tanto da cambiare i soggetti e il modo di dipingere e il quadro della Calunnia è lo spartiacque tra un primo Botticelli umanista e un secondo più mistico.

Brava Martina Lalla per aver individuato il dipinto…e grazie per la partecipazione!

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