Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

Se un giorno doveste decidere di recarvi nell’incantevole Museo del Bargello di Firenze avrete la fortuna di poter ammirare ben tre sculture rappresentanti il medesimo soggetto: Davide, Re d’Israele, che sconfisse il gigante Golia, come narra la Bibbia, nei due libri di Samuele.

Secondo la Bibbia, il pastore Davide, fulvo di capelli e di bell’aspetto, era figlio di Jesse il Betlemmita. Entrato a servizio di Saul primo re d’Israele, come citarista per rallegrarne l’umore, depresso a causa di uno spirito negativo, Davide venne unto segretamente dal profeta Samuele su ordine divino come re d’Israele a causa della “perversione” di Saul. L’episodio biblico più famoso riguardante Davide è quello dello scontro con Golia, il gigante filisteo che terrorizzava e insolentiva gli ebrei, sfidandoli a duello. Dopo quaranta giorni Davide, non potendo più sopportare le offese rivolte al suo Dio, accettò la sfida e riuscì, grazie all’aiuto di Dio, ad avere la meglio sulla forza, stordendo Golia con un sasso lanciato da una fionda e poi decapitandolo con la spada del gigante. La vittoria lo rese quindi popolare presso gli ebrei ma scatenò la gelosia di Saul che tentò di ucciderlo con una lancia. Davide fuggì ma alla morte di Saul venne eletto re d’Israele.

Il primo che si cimentò nella realizzazione di due statue rappresentanti Davide fu lo scultore fiorentino Donatello che ne realizzò una in marmo e una, ben più famosa, in bronzo.

La scultura in marmo, datata al 1408-9, è un tutto tondo riconducibile alla fase giovanile dell’artista, quando, poco più che ventenne, lavorava per l’Opera del Duomo di Firenze. La scultura era infatti destinata a un contrafforte della tribuna esterna del Duomo da dove fu rimossa in quanto troppo piccola per una collocazione così elevata da terra.

donatello_david_marmo_Copia

La statua non si trova più nel Duomo dal 1416 quando fu acquistata dalla Signoria che la fece trasportare a Palazzo Vecchio ad indicare, simbolicamente, l’indole combattiva e libertaria della Repubblica di Firenze.

Davide è raffigurato nel momento successivo la sconfitta del gigante Golia, la cui testa è ai piedi del giovane re con la pietra ancora conficcata nella fronte. L’espressione del volto è vacua ma l’atteggiamento è fiero e consapevole della propria elezione divina. Peculiarità di questa scultura sono la soluzione della distribuzione del peso, sulla gamba destra, e la particolare torsione del busto verso il lato opposto a creare un effetto di dinamicità, che nel primo Donatello è ancora alquanto incerta.

Il secondo David realizzato dallo scultore fiorentino è del 1430 circa e il materiale usato è assai diverso dal marmo: si tratta infatti di una scultura fusa in bronzo. La prima menzione documentaria della scultura bronzea si ha nel 1469 all’interno del cortile di casa Medici durante le nozze di Lorenzo il Magnifico con Clarice Orsini. Nel 1495 fu posta all’esterno di Palazzo Vecchio su una colonna di marmi policromi, opera perduta di Desiderio da Settignano, per fare da pendant al gruppo di Giuditta e Oloferne, opera sempre di Donatello. La scultura torna in mano medicea nel 1555 e da quel momento rimane per diverso tempo nel palazzo pubblico fiorentino finché nel XVII secolo la sua presenza viene documentata sopra un camino di una sala di rappresentanza di Palazzo Pitti. Nel 1777 il Lanzi la collocò nella Sala delle sculture moderne degli Uffizi e nella seconda metà del XIX secolo trovò finalmente la sua collocazione definitiva nel nascente Museo Nazionale del Bargello.

donatello-david2

L’esecuzione è particolarmente raffinata e attenta ai dettagli: David è un fanciullo dalla corporatura gracile ma fiera, dai lunghi capelli sciolti e dall’espressione assorta, completamente nudo, a parte i calzari al ginocchio, che potrebbero far pensare ad una personificazione del dio Mercurio. E’ in piedi e indossa un cappello a punta decorato con una ghirlanda di alloro. La sua espressione non è solo pensosa ma, se lo si osserva attentamente, trasmette quella sensazione di malizia e superiorità di un adolescente consapevole dell’impresa mastodontica che ha appena portato a termine.

Questa volta Donatello pone la statua in una posa meno incerta rispetto a quella del Davide marmoreo e il punto di vista privilegiato scompare completamente: Davide infatti poggia sulla gamba destra, mentre la sinistra è piegata e posta sulla testa del gigante sconfitto; tiene nella mano destra la spada abbassata, terzo punto di sostegno della statua, mentre nella sinistra stringe il sasso con cui ha stordito il gigante.

La testa di Golia è un capolavoro assoluto. La forte espressività del volto del gigante e la cesellatura finissima della barba e della decorazione dell’elmo, dove Donatello citò una danza di putti presenti su una gemma intagliata con il Trionfo di Bacco e Arianna, già di Paolo Barbo ed entrata poi a far parte delle collezioni medicee nel 1471, rendono il tutto di una raffinatezza irripetibile.

A far da pendant al David bronzeo di Donatello, nella sala del Bargello vi è il David, sempre in bronzo, di Andrea del Verrocchio, realizzato intorno al 1476 per la famiglia Medici, probabilmente per Lorenzo o per il fratello Giuliano. Agli inizi del Seicento confluì nella raccolta degli Uffizi e intorno al 1870 fu destinato al Museo Nazionale del Bargello insieme al David di Donatello.

david_verrocchio

Andrea del Verrocchio, famoso per essere stato il maestro di artisti come Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Leonardo da Vinci, Perugino e Luca Signorelli, fu in realtà artista eccellente e poliedrico, ottimo scultore e orafo nella Firenze dello splendore mediceo.

A differenza del David bronzeo di Donatello, quello del Verrocchio ha il corpo abbigliato come un paggio di corte, caratterizzato da una bellezza idealizzata e un portamento elegante e anticheggiante. Con la testa di Golia ai piedi, Davide si erge vittorioso e fiero. Il peso del corpo è scaricato sulla gamba destra e la scultura risulta armoniosamente bilanciata dal braccio sinistro appoggiato in vita e dalla testa girata verso sinistra. Lo sguardo è sfuggente, il sorriso è appena accennato e lo sguardo rivolto vagamente da un lato; nell’insieme la scultura genera una sfumatura di adolescenziale spavalderia nell’espressione e di indeterminatezza nel movimento di testa, braccia, gambe e spada.

Questo excursus tra i David presenti nella collezione del Museo Nazionale del Bargello rende evidente che la famiglia de’ Medici fosse particolarmente avvezza a commissionare questo soggetto biblico per le sue connotazioni allegoriche e simboliche che tanto si adattavano alle peculiarità della cerchia umanista creata dai Medici, dove l’intelletto, le scienze umanistiche e le dissertazioni filosofiche e letterarie erano all’ordine del giorno per  gli uomini di cultura e le altre figure legate all’ambiente di corte.

La commissione, all’inizio del Cinquecento, di un’altra scultura raffigurante il re David ci dà la conferma di questa tendenza e predilezione dell’ambiente culturale fiorentino. Sto parlando del famoso David messo in opera da Michelangelo Buonarroti e di cui parleremo nel prossimo articolo dedicato alla scultura.

Sara D’Incertopadre

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...