Caffè culturale "LetterAr-Thè"

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Di chi è questa famosissima opera? Chi rappresenta?

Soluzione del Rompicapo del 18-02-2015

Rompicaposcultura

Si tratta della Pietà, la famosa scultura in marmo di Michelangelo Buonarroti, databile al 1497-1499 e conservata nella basilica di San Pietro in Vaticano a Roma. Siamo davanti al primo capolavoro dell’allora poco più che ventenne Michelangelo, considerata una delle maggiori opere d’arte che l’Occidente abbia mai prodotto. È l’unica opera ad esser stata firmata dall’artista, sulla fascia a tracolla che regge il manto della Vergine: MICHEL.A[N]GELVS BONAROTVS FLORENT[INVS] FACIEBAT: Lo fece il fiorentino Michelangelo Buonarroti”.

Fu commissionata dal cardinale francese Jean de Bilhères, ambasciatore di Carlo VIII presso papa Alessandro VI e destinata alla chiesa di Santa Petronilla. Qui il cardinale venne effettivamente poi sepolto, facendo pensare che l’opera fosse originariamente destinata al suo monumento funebre.

Poco prima del 1517 l’opera venne trasferita nella sagrestia della Basilica di San Pietro e di nuovo spostata nel vecchio coro sistino nel 1568, poi ancora, per i lavori che procedevano nella basilica, sull’altare dei Santi Simone e Giuda, e nel 1626 nel nuovo coro. La collocazione attuale, nella prima cappella a destra della navata della basilica, risale al 1749.

Nel gruppo la “finitura” viene condotta all’estreme conseguenze sia nei particolari anatomici sia nei panneggi mediante un trattamento delle superfici che arriva a sorprendenti effetti di traslucido. L’aspra contrapposizione del corpo disteso di Cristo e di quello eretto della Vergine è elusa da Michelangelo adattando con superba naturalezza il corpo morto al grembo della Madre e raccordando le figure mediante la caduta, dall’effetto monumentale, del panneggio.

Il 21 maggio 1972 un geologo australiano di origini ungheresi di 34 anni, László Tóth, evitando la sorveglianza, riuscì a colpire con un martello l’opera di Michelangelo per ben quindici volte in pochi secondi prima di essere afferrato e reso inoffensivo. La figura della Vergine subì seri danni: i colpi di martello avevano staccato una cinquantina di frammenti, spaccando il braccio sinistro e frantumando il gomito, mentre sul volto il naso era stato quasi distrutto, come anche le palpebre.

Il restauro fu avviato quasi subito nei laboratori dei Musei Vaticani e fu effettuato riutilizzando per quanto possibile i frammenti originali, oltre che un impasto a base di colla e polvere di marmo. Da allora la Pietà è protetta da una speciale parete di cristallo antiproiettile.

2 pensieri su “Il Rompicapo

  1. Eleonora ha detto:

    Tiziano: la Venere di Urbino

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    1. saradincertopadre ha detto:

      Grazie per la partecipazione! Settimana prossima daremo la soluzione!

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