Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

Pieter Paul Rubens nasce a Siegen, in Westfalia, nel 1577 e si forma artisticamente tra Colonia e Anversa. Nel 1600 giunge in Italia. A Venezia comincia la sua avventura copiando le opere di Tiziano, Veronese e Tintoretto. Riesce ad entrare in stretti rapporti con il duca di Mantova, Vincenzo I Gonzaga, che lo vuole come artista di corte, incarico che il giovane Rubens accetta senza esitazione.

Alla corte mantovana il pittore arricchisce la sua cultura figurativa grazie allo studio della ricca collezione Gonzaga e soprattutto con il diretto contatto con le opere di Giulio Romano, che lo colpiscono in particolar modo. Rubens ha inoltre la possibilità di visitare, al seguito della corte, città come Parma, Milano e Genova, città questa dove Pieter esegue diversi lavori: molti ritratti, come quello di Brigida Spinola Doria, e pale d’altare, come la Circoncisione, commissione per la Chiesa del Gesù.

Dopo l’esperienza mantovana, il pittore si trasferisce a Roma dove ha la possibilità di confrontarsi con le opere dei grandi maestri Michelangelo e Raffaello, studiando sempre anche l’antico.

A Roma è protagonista della mediazione svolta per l’acquisto, da parte dei Gonzaga, della Morte della Vergine del Caravaggio, che, destinata alla Cappella Cherubini in Santa Maria della Scala, era stata appena rifiutata dai committenti poiché, per eseguire la figura della Vergine, si sosteneva che il Caravaggio avesse ritratto una prostituta annegata nel Tevere.

Estasi di San Gregorio, 1° versione Madonna della Vallicella, Museo di Grenoble, Francia
Estasi di San Gregorio, 1° versione Madonna della Vallicella, Museo di Grenoble, Francia

E’ proprio a Roma che comincia a ricevere le prime importanti commissioni grazie ai contatti con la cerchia del cardinale Scipione Borghese e altri pregevoli collezionisti contemporanei. Dopo aver dipinto tre pale d’altare per la chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, nel 1606 Rubens riceve l’incarico di eseguire la pala, famosa con il nome di Madonna della Vallicella, per l’altare maggiore di Santa Maria in Vallicella, la chiesa degli Oratoriani che è in quel momento un vero e proprio cantiere artistico dove lavorano simultaneamente tutti i maggiori artisti contemporanei del pittore.

Madonna della Vallicella, Chiesa Nuova, Roma
Madonna della Vallicella, Chiesa Nuova, Roma

L’opera presentava la Madonna e cinque santi: questa prima versione non soddisfece i committenti a causa dei riflessi che in quell’ambiente produceva la luce naturale su quel tipo di supporto. Rubens mise allora mano ad una nuova versione su lastre di ardesia, materiale che per le diverse proprietà riflettenti eliminava l’inconveniente. Questa seconda è la versione che ammiriamo oggi nella Chiesa della Vallicella in cui sei santi, abbigliati come eroi, sono in adorazione dell’immagine antica e venerata della Madonna della Vallicella; assistono e partecipano allo spettacolo sacro che si svolge tra cori di angeli in alto. La prima versione è oggi conservata al Museo di Grenoble col nome di Estasi di San Gregorio.

Nel 1608 Rubens fa ritorno in patria, ad Anversa, dove ha l’appoggio di due potenti protettori: il borgomastro Nicolas Rockox e l’arciduca Alberto, governatore dei Paesi Bassi meridionali. Nell’arco della sua vita non fa ritorno in Italia ma mantiene vividi contatti con Genova che presto accoglierà un altro grande artista fiammingo, Anton van Dick.

Nell’arco della sua carriera artistica, i temi preferiti da Rubens sono il ritratto e l’allegoria: la naturalezza e particolarità dell’immagine del ritratto e l’identificazione ed emozione dell’allegoria sono il carattere peculiare delle sue opere.

Nel periodo di intensa attività organizza una bottega, applicando al lavoro artistico quelli che erano i metodi della lavorazione manifatturiera e impiegando i suoi collaboratori con criteri razionali, scegliendoli in base alle singole specializzazioni. Rubens, per far fronte alle numerose e grandiose commissioni, prepara il cartone e lascia alla bottega la trasposizione dell’idea figurativa nella sua forma ultima, in definitiva divide nettamente l’idea prima dall’esecuzione, riallacciandosi alla coeva teoria artistica classicheggiante italiana.

Alla fine del 1621, Rubens riceve da Maria de’ Medici, madre del re francese Luigi XIII, l’incarico di dipingere una serie di quadri monumentali per ornare la galleria del Palazzo del Luxembourg con un ciclo allegorico e celebrativo che illustrasse la vita e la concezione politica della committente.

Tra il 1625 e il 1628, prepara i bozzetti di quindici grandi arazzi col Trionfo dell’eucaristia, su commissione dell’arciduchessa Isabella e destinati al convento madrileno delle Carmelitane scalze. Tra il 1627 e il 1631, su commissione ancora di Maria de’ Medici, intraprende la decorazione della Galleria di Enrico IV. Del progetto, mai portato a termine, rimangono due grandi composizioni, ampiamente abbozzate, alla Galleria degli Uffizi e alcuni schizzi al Museo di Bayonne e alla Wallace Collection di Londra.

Pieter Paul Rubens muore ad Anversa nel 1640 lasciando al mondo dell’arte immensi capolavori nei quali ha saputo amalgamare linee classicheggianti e linee barocche di dilatazione delle forme, di furia nel pennello, di fastosità e di virtuosismo, con però uno sfondo di realismo imperante.

Sara D’Incertopadre

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