Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

Quest’oggi vi proponiamo un dipinto molto “visitato”…il motivo? Ditecelo voi!

Chi è l’artista che l’ha dipinto? E…dove si trova?

Soluzione del Rompicapo del 24-03-2015

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Si tratta de Il palazzo alle quattro del mattino, opera di Alberto Giacometti del 1932-33, esposta al Museum of Modern Art (MOMA) di New York.

L’onirica scultura, a detta dello stesso artista, ha a che vedere col particolare rapporto intrattenuto con una misteriosa donna l’anno precedente alla composizione.

“Quest’oggetto – scrive Giacometti in Delle mie sculture posso parlare – ha preso forma poco a poco nell’estate del 1932, mi si è chiarito lentamente, a mano a mano che ognuna delle diverse parti assumeva una fisionomia precisa e prendeva il suo posto nell’insieme”. Prosegue l’autore che in autunno l’opera raggiunse un livello tale di realtà che la sua esecuzione richiese un giorno soltanto.

Un anno prima, per sei intensi mesi, visse ora dopo ora con una donna così vitale da suscitare in lui incanto e meraviglia. “Insieme costruimmo un fantastico palazzo nella notte (…), un palazzo molto fragile, fatto di fiammiferi”.

L’opera emerge come una proiezione. Era volontà ricorrente dell’artista, infatti, veder realizzate le proprie sculture ma non fabbricarle egli stesso. Dichiarava che gli si offrivano al suo spirito già perfettamente concluse.

Qui, e non è l’unico caso, realizza un piccolo teatro distinto dalla realtà, ma con cui cerca continuità attraverso l’espediente della sottilissima gabbia.

In quest’opera sicuramente è il carattere di sogno a includerla nel periodo surrealista dell’artista. Per André Breton, infatti, il surreale era proprio un sogni a occhi aperti, un frammento di spazio reale che, rimodellato dal desiderio del sognatore, gli appare come qualcosa di autonomo, che gli accade per caso.

Ma è solo apparente la casualità della manifestazione, fortemente somigliante al desiderio inconscio.

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