Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

Passiamo ad un po’ di scultura…di che opera si tratta? Chi ne è stato il geniale artefice?

Soluzione del Rompicapo del 21 – 05 – 2015

Rompicapo

Si tratta del mosaico con rappresentati l’Imperatore Giustiniano e la sua corte; si trova a Ravenna nella chiesa di San Vitale. Il mosaico è databile al VI sec. d. C. A questo mosaico fa da pendant quello con l’Imperatrice Teodora e i dignitari di corte nel lato opposto del presbiterio.

Il corteo dell’imperatore si presenta con una serie di personaggi schierati: quelli al centro hanno sembianze diverse rispetto ai soldati ai lati che si somigliano tutti. I personaggi al centro hanno tratti e fisionomie molto caratterizzati. Sono infatti dei ritratti. Questi personaggi sono stati ritratti da alcuni artisti di Costantinopoli, i disegni sono stati riportati su cartoni, e poi i cartoni sono stati inviati a Ravenna direttamente da Costantinopoli.

L’imperatore Giustiniano si riconosce subito dall’abbigliamento ricco e appariscente: è davanti a tutti, non è coperto da nessun altro, ha l’aureola e una patera d’oro in mano in offerta per la messa. Porta sandali di porpora (i kampàgia) ornati con pietre preziose; brache di porpora (i tibialia) e, sopra, il divitision, che è la tunica bianca con liste d’oro lunga fino al ginocchio e fermata con una cintura. Sopra la tunica indossa clamide di porpora con un riquadro (il tablion) decorato con disegni di uccelli in cerchi rossi e che prosegue nella parte posteriore della clamide. Questa è indossata, secondo la consuetudine, in modo da lasciare libero il braccio destro ed è tenuta ferma sulla spalla da una fibbia da cui pendono tre catenelle terminanti ognuna in una grossa perla. La corona è formata da un cerchio rigido con perle e pietre preziose da cui scendono quattro pendagli.

Corona, manto di porpora, fibbia e calzari di porpora erano considerati insegne della regalità. I dignitari a destra di Giustiniano portano tunica bianca ornata con disegni geometrici, clamide con tablion e kampagia neri. Si riconosce poi il vescovo Massimiano, indicato dalla scritta. Tra lui e l’imperatore, in secondo piano c’è Giuliano l’Argentario; mentre il generale con la barba è Belisario, il conquistatore di Ravenna.

In questo mosaico il processo di astrazione è molto forte. La profondità è completamente eliminata, le figure sono ieratiche e prive di rilievo, come sagome ritagliate. Le forme tendono alla geometria. Non c’è una narrazione, né una storia, è una scena celebrativa e simbolica.

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