Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

Passiamo a un po’ di arte straniera. Chi è il pittore che ha realizzato questo famoso dipinto? Ci troviamo in Spagna…buon divertimento!

Soluzione Rompicapo del 18-01-2016

giorgione-la tempesta, 1505-8, Gallerie dell'Accademia Venezia

Si tratta del dipinto noto col nome La Tempesta, un olio su tela del famoso Giorgione, databile intorno al 1502-1503 e comunque anteriore al 1505. E’ conservato nelle Gallerie dell’Accademia a Venezia.

In primo piano, sulla destra, una donna seminuda allatta un bambino, mentre a sinistra un uomo in piedi li guarda, appoggiato a un’asta; tra le due figure sono rappresentate alcune rovine. I personaggi sono assorti, non c’è dialogo fra loro e sono divisi da un ruscello.

Sullo sfondo, invece, si nota un fiume che costeggia una città passando sotto un ponte, che sta per essere investito da un temporale: un fulmine, infatti, balena da una delle dense nubi che occupano il cielo. Da un punto di vista stilistico, in quest’opera Giorgione rinunciò alla minuzia descrittiva dei primi dipinti, per giungere a un impasto cromatico più ricco e sfumato, memore della prospettiva aerea leonardiana, ma anche da suggestioni nordiche. La straordinaria tessitura luminosa è leggibile, ad esempio, nella paziente tessitura del fogliame degli alberi e del loro contrasto con lo sfondo scuro delle nubi.

Questo capolavoro di Giorgione ha avuto nel tempo numerose ipotesi sul suo significato: da episodi biblici, come il ritrovamento di Mosè, a mitologici, Giove ed Io, ad allegorici, Fortuna, Fortezza e Carità. Le possibili interpretazioni sono effettivamente molte, ma nessuna di queste al momento sembra essere soddisfacente. Ad esempio le interpretazioni basate sulla dualità (uomo-donna, città-ambiente naturale) hanno perso consistenza da quando è stato appurato radiograficamente che al posto dell’uomo era raffigurata una donna nuda.

Ad oggi, perduto il contesto culturale e i documenti che ci fanno risalire a quella realtà, si possono solo costruire ipotesi, basandosi sui pochi indizi riscontrabili. Neppure le radiografie e le moderne tecnologie di analisi sono state di grande aiuto. Ciò nonostante, anche dal confronto con altre opere dello stesso genere prodotte in ambito veneziano, è molto probabile che Giorgione si sia avvalso della tradizionale costruzione per allegorie, in riferimento a fonti letterarie e poetiche sia classiche che a lui contemporanee. A noi resta il fascino di un’opera così affascinante ed ermetica.

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