Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

Passiamo ad un altro grande della pittura mondiale! Di chi è questa famosa opera? Come è intitolata? Sapete anche dove è conservata?

Soluzione Rompicapo del 27-02-2016

Maja desnuda

Si tratta de La Maja desnuda, un dipinto di Francisco Goya conservato dal 1901 al Museo del Prado di Madrid. L’opera è stata realizzata verosimilmente nel periodo compreso fra il 1797 e il 1800, anno della prima segnalazione documentata dell’opera. La prima menzione della Maja desnuda appare infatti nel diario di Pedro González de Sepúlveda, incisore e accademico, che ne riferisce come parte della collezione d’arte del nobile e politico spagnolo Manuel Godoy nel 1800.

Il dipinto viene probabilmente pensato insieme alla Maja vestida, dove la medesima modella, probabilmente l’influente duchessa di Alba, nella stessa identica posa, è ritratta in abiti eleganti.  La Maja desnuda è il primo quadro dell’arte spagnola che raffigura una vera donna nuda in tutta la sua spregiudicata sensualità: il corpo è disteso, inquadrato frontalmente con le braccia incrociate dietro la testa e non vi è nessun artificio pittorico a coprirne i seni e il pube. Lo sguardo della Maja, sfrontato e malizioso, è diretto verso lo spettatore con aria quasi di sfida. Spiccano il verde intenso del letto e la resa realistica dei pizzi bianchi dei veli che ricoprono il tessuto. Il leggero chiarore del fondale conferisce un maggior volume al soggetto, che si staglia così dallo sfondo; il candore del corpo nudo è reso con brevi e precise pennellate che ne sottolineano i delicati passaggi cromatici.

La scandalosa Maja desnuda non si addiceva al clima di restaurazione imposto dal re Ferdinando VII e nel 1815 Goya venne chiamato a rispondere del dipinto davanti al Tribunale dell’Inquisizione. Il pittore riuscì a non farsi condannare, ma la sua posizione a corte era ormai compromessa e decise quindi di ritirarsi nella sua tenuta chiamata Quinta del sordo.

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