Caffè culturale "LetterAr-Thè"

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Questa volta il Rompicapo è decisamente contemporaneo! Chi è l’artista che ha realizzato questa particolare opera?

Soluzione Rompicapo del 17-05-2016

Si tratta de Il giardiniere, conosciuto anche come Ritratto di giovane contadino o Contadino provenzale. L’opera è un olio su tela di Vincent van Gogh, databile al settembre del 1889 e conservato nella Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma. L’opera, considerata la più importante del pittore olandese tra quelle presenti nelle collezioni pubbliche italiane, è un capolavoro del periodo provenzale dell’artista e racchiude alcuni dei temi fondamentali della sua pittura, come il ritratto, il rapporto con la natura e l’accostamento dei colori primari e complementari.

La tela venne durante il soggiorno di van Gogh all’interno dell’ospedale di Saint Rémy. La datazione del mese d’esecuzione è approssimativa, anche se ormai accreditata da quasi tutta la critica, perché come già anticipato, Van Gogh non cita il dipinto all’interno delle numerose lettere che scrive al fratello Theo e agli amici.

Dopo la morte del pittore l’opera entrò nel mercato dei collezionisti, arrivando nella galleria parigina del mercante di origini ebree Paul Rosemberg dove, nel 1910, venne acquistato da Gustavo Sforni, raffinato intellettuale pittore macchiaiolo nonché collezionista che nei primi del Novecento porterà a Firenze, città dove risiede, capolavori della moderna pittura francese tra cui il Ritratto di monsieur Chocquet (1889) di Paul Cézanne, due olii di Maurice Utrillo e un pastello di Edgar Degas.

Dopo il suo arrivo in Italia il dipinto venne prestato per la prima mostra italiana dedicata agli impressionisti, organizzata da Ardengo Soffici tra l’aprile e maggio del 1910 nei locali del Lyceum Club di Firenze. La tela, esposta con il numero 71, era affiancata dalle opere di Paul Cézanne, Edgar Degas, Jean-Louis Forain, Paul Gauguin, Henri Matisse, Claude Monet, Camille Pissarro, Pierre-Auguste Renoir, Henri Toulouse-Lautrec e 18 sculture di Medardo Rosso.

Dopo la morte del collezionista, avvenuta nel 1940, il dipinto verrà lasciato in eredità allo zio avvocato Giovanni Verusio e sarà proprio la moglie di questi, Sandra Verusio, a portare in salvo la tela dall’alluvione di Firenze, mettendola nel baule della sua auto e portandola a Roma. Nel 1977 l’opera venne messa in vendita e fu acquistata per la cifra di 600 milioni di lire dal gallerista romano Silvestro Pietrangeli che fece da tramite per il gallerista svizzero Ernst Beyeler. Il quadro venne riacquistato dallo stato italiano nel 1989, che ripagò Beyeler della stessa cifra pagata nel 1977, ovvero 600 milioni di lire. Beyeler, ritenendo la cifra troppo al di sotto delle quotazioni di mercato, fece causa allo stato italiano, ma dopo essere stato sconfitto in tutti i gradi del procedimento intentato in Italia fece ricorso alla corte dei diritti europei di Strasburgo. Nel frattempo, nel 1995, il quadro venne portato a Roma, nella Galleria Nazionale, affiancandolo all’altro quadro di Van Gogh già presente, L’Arlésienne (Madame Ginoux), diventando successivamente protagonista, nel 1998, di uno dei più celebri furti d’arte in suolo italiano.

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