Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

Uno dei più drammatici episodi che cambiò la storia del nostro paese avvenne il 12 dicembre 1969 e segnò l’ingresso dell’Italia in una fase storica che sarebbe durata per più di dieci anni: gli anni di piombo.  A Milano cominciò la saga delle bombe che diede l’avvio al periodo stragista con simili gesti di cieca ferocia. Di molte di queste bombe non si saprà mai la paternità e forse le domande restano ancora senza risposte: furono innescate da gruppi di fanatici neri ancora alla ricerca di una rivalsa al 25 aprile del 1945, dalla sinistra anarchica o dall’estrema sinistra?

Alle 16:37 la prima bomba scoppiò nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano, uccidendo diciassette persone e ferendone ottantotto. Una seconda bomba fu ritrovata inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala. Una terza esplose a Roma alle 16:55 nel passaggio sotterraneo che collega l’entrata di via Veneto della Banca Nazionale del Lavoro con quella di via di San Basilio, ferendo tredici persone. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, la prima davanti all’Altare della Patria, la seconda all’ingresso del Museo centrale del Risorgimento in piazza Venezia, ferendo quattro persone. Si contarono, in quel tragico 12 dicembre, cinque attentati terroristici che colpirono contemporaneamente Roma e Milano.

La strage del 12 dicembre 1969 non fu tra le più atroci che insanguinarono il nostro paese, ma fu l’inizio di una escalation terribile di sangue e di indagini grossolane e altalenanti dovute ai depistaggi dei servizi segreti.

Le immagini della devastazione passavano di continuo sugli schermi televisivi, alternate a quelle dei feriti che, subito dopo l’attentato, erano avviati con le ambulanze negli ospedali vicini. Nei giorni successivi lo sdegno pervase tutta Italia. Le organizzazioni sindacali dei bancari, fino a quel momento chiuse su loro stesse, organizzarono uno sciopero generale che portò alla chiusura totale di tutti gli sportelli bancari.

Le indagini vennero subito orientate nei confronti di tutti i gruppi in cui potevano esserci possibili estremisti. Furono fermate per accertamenti ottantaquattro persone, in particolare alcuni anarchici del Circolo anarchico 22 marzo di Roma, tra i quali figurava Pietro Valpreda e del Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa di Milano, tra i quali figurava Giuseppe Pinelli.

Pinelli era un frenatore delle ferrovie che lavorava nella stazione di Porta Garibaldi: un anarchico convinto. Negli uffici della questura fu lungamente interrogato dal commissario Calabresi. Alle undici di sera si seppe però che Pinelli era morto, caduto accidentalmente dal quarto piano della questura, secondo la ricostruzione degli agenti, buttato dalla finestra, a seguito della ricostruzione di quasi tutti gli ambienti della sinistra.

Dopo le prime indagini rivolte nella direzione degli anarchici di sinistra, gran parte della stampa iniziò a dubitare delle ricostruzioni fatte dalla polizia e cominciò a farsi largo l’idea che gli attentati del 12 dicembre fossero stati opera dell’estremismo di destra, aiutato dai servizi segreti di Stato. L’ipotesi venne suffragata dal coinvolgimento di due padovani, nostalgici del ventennio, Franco Freda e Giovanni Ventura. Il coinvolgimento dei servizi segreti fu avvalorata invece dopo il coinvolgimento di Guido Giannettini, considerato un esperto di problemi militari e uno specialista di tecniche di controguerriglia, che pare fosse pagato dal SID.

Molti processi si sono tenuti per attribuire la responsabilità di quella strage, tutti chiusi con la sentenza della Cassazione del maggio 2005. La Cassazione, assolvendo i tre imputati, affermò che la strage di piazza Fontana fu realizzata dalla cellula eversiva di Ordine Nuovo capitanata da Franco Freda e Giovanni Ventura non più processabili in quanto assolti con sentenza definitiva nel 1987.

Salvo Fumetto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...