Caffè culturale "LetterAr-Thè"

Il Blog di Storia dell'arte, Letteratura&Libri, Storia, Cinema, Fotografia e Arte culinaria. Uno spazio di condivisione aperto a tutti che ha lo scopo di far conoscere in modo semplice il mondo culturale.

Edward Weston, Nudo, 1936

Edward Weston nacque in Illinois nel 1886, figlio di un medico e di una professoressa di lettere. Abbandonò la scuola molto presto e si costruì autonomamente una notevole cultura da autodidatta che fu la base della sua ambizione e dei suoi successi artistici. E’ considerato uno dei più grandi fotografi americani dell’inizio del ‘900, celebre per i suoi nudi femminili, i paesaggi e gli “still life” in cui si rispecchia la sua ossessione per la purezza della forma.

La sua carriera fotografica ebbe inizio nel 1902, quando il padre gli regalò un apparecchio fotografico, che lo spense ad interessarsi alle risorse di questo nuovo e straordinario mezzo. Nel 1908 frequentò il College of Photography in Illinois per poi trasferirsi a Los Angeles nel 1911, dove lavorò come ritoccatore e assistente di laboratorio in uno studio fotografico e dove cominciò a lavorare in proprio.

Tra il 1921 e il 1922 si verificò la prima svolta: amante della sperimentazione, cercò motivi astratti, trovare angoli visuali e condizioni espositive originali. Iniziò a fotografare frammenti di volti e di nudi con una predilezione per l’obiettivo anacromatico. Nel 1922, in occasione della visita alla sorella May in Ohio, realizzò le prime fotografie industriali delle acciaierie Armco; queste immagini segnarono una vera svolta nella sua carriera.

Edward Weston, Acciaierie Armco, Ohio, 1922

Nel 1923, Weston abbandonò la famiglia e partì con il figlio Chandler e Tina Modotti, sua modella amante e allieva, per il Nuovo Messico. Insieme gestirono uno studio di ritratti fino al 1926. Qui fece amicizia con alcuni artisti e intellettuali messicani, tra cui Diego Rivera e Frida Kahlo. Oltre che nei ritratti, Weston si specializzò in nudi e nature morte e, tra il 1924 e il 1925, praticò il “close up”, tecnica fotografica di inquadratura ravvicinata che permetteva di mostrare il senso della trama delle superfici, rese da Weston con grande virtuosismo, dove l’incredibile ricchezza di sfumature del bianco e del nero conferisce alle immagini qualità quasi tattili.

Nel 1932 tornò in California dove fondò, insieme ad Ansel Adams, Imogen Cunningham ed altri fotografi, il celebre gruppo f/64, un’associazione di fotografi dedita alla sperimentazione ed alla ricerca sull’utilizzo del mezzo fotografico.

 La struttura delle sue fotografie e’ straordinariamente semplice e richiama il linguaggio della fotografia industriale : l’oggetto su una superficie. L’isolamento del soggetto, privato di ogni richiamo alla realtà esterna, fa svanire il contesto e le proporzioni e conferisce vita e vigore all’oggetto in se’. L’esempio più lampante di questo tipo di fotografie e’ la famosa serie di scatti realizzate a dei peperoni. Le foto di Weston sono puro piacere per gli occhi, suscitato dal richiamo a una sensualità tattile, dalla purezza della superfici e della forma.

Edward Weston, Peperone, 1930

Col passare degli anni, i consensi nei confronti del lavoro di Weston crebbero esponenzialmente: nel ‘36 fu il primo fotografo a vincere un assegno di ricerca dalla Fondazione Guggenheim e 10 anni dopo il MoMa di New York gli dedicò una restrospettiva che lo consacrò come uno dei più grandi artisti del ‘900. A metà degli anni ’40, Weston fu colpito dal morbo di Parkinson, che lo costrinse ad abbandonare la fotografia nel 1948, dieci anni prima della sua morte.

A proposito della fotografia di un cavolo, nel 1931, scrisse: “Sentivo nel cavolo il vero segreto della forza vitale. Sono stupito, mi trovo in uno stato di eccitazione emotiva e, attraverso il mio modo di fotografare, posso partecipare ad altri la conoscenza che ho della forma del cavolo, perché essa è così e non altrimenti, così come il rapporto con tutte le altre forme”.

Sara D’Incertopadre

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