Mostre estate 2017 in Italia

AOSTA

Segantini e i pittori della Montagna

Museo Archeologico

fino al 24 settembre

MILANO

New York New York. Arte italiana: la riscoperta dell’America

Museo del Novecento e Gallerie d’Italia

fino al 14 settembre

ROMA

Dai Crivelli a Rubens. Tesori d’arte da Fermo e dal suo territorio

Complesso monumentale di S. Salvatore i Lauro

fino al 9 luglio

FIRENZE

Ytalia

Forte di Belvedere

fino al 1 ottobre

FIRENZE

La fabbrica della bellezza. la manifattura ginori e il suo popolo di statue

Museo del Bargello

fino al 1 ottobre

VENEZIA MESTRE

Attorno a Tiziano. L’annuncio e la luce verso il contemporaneo

Centro culturale Candiani

fino al 2 luglio

VENEZIA

Picasso sulla spiaggia

Peggy Guggenheim Collection

aprirà il 28 agosto fino al 7 gennaio 2018

NAPOLI

Picasso e Napoli

Museo di Capodimonte

fino al 10 luglio

Mostre Primavera 2017 in Italia

Genova 16 Maggio-16 Luglio

Modigliani e la Parigi del primo Novecento

Palazzo Ducale, appartamenti del Doge

Lucca fino al 18 Giugno

Warhol vr Gartel. Hyp Pop

Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, via della Fratta, 36

Campobasso fino al 17 Aprile

Picasso: l’intimità del genio

Palazzo Gil, via Gorizia

Firenze 10 Marzo-23 Luglio

Bill Viola. Rinascimento elettronico

Palazzo Strozzi, piazza Strozzi

Piacenza fino al 4 Giugno

Guercino tra sacro e profano

Duomo e Palazzo Farnese

Torino fino all’11 Giugno

Bruno Munari artista totale

MEF Museo Ettore Fico, via Cigna 114

Torino 18 Marzo-1 Ottobre

Caravaggio experience

Venaria Reale, Citroniera delle Scuderie Juvarriane

Venezia fino al 28 Maggio

Un pittore tra New York e Venezia

Ca’ Pesaro, Santa Croce 2076

Il Rompicapo

Passiamo a un po’ di arte straniera. Chi è il pittore che ha realizzato questo famoso dipinto? Ci troviamo in Spagna…buon divertimento!

Soluzione Rompicapo del 18-01-2016

giorgione-la tempesta, 1505-8, Gallerie dell'Accademia Venezia

Si tratta del dipinto noto col nome La Tempesta, un olio su tela del famoso Giorgione, databile intorno al 1502-1503 e comunque anteriore al 1505. E’ conservato nelle Gallerie dell’Accademia a Venezia.

In primo piano, sulla destra, una donna seminuda allatta un bambino, mentre a sinistra un uomo in piedi li guarda, appoggiato a un’asta; tra le due figure sono rappresentate alcune rovine. I personaggi sono assorti, non c’è dialogo fra loro e sono divisi da un ruscello.

Sullo sfondo, invece, si nota un fiume che costeggia una città passando sotto un ponte, che sta per essere investito da un temporale: un fulmine, infatti, balena da una delle dense nubi che occupano il cielo. Da un punto di vista stilistico, in quest’opera Giorgione rinunciò alla minuzia descrittiva dei primi dipinti, per giungere a un impasto cromatico più ricco e sfumato, memore della prospettiva aerea leonardiana, ma anche da suggestioni nordiche. La straordinaria tessitura luminosa è leggibile, ad esempio, nella paziente tessitura del fogliame degli alberi e del loro contrasto con lo sfondo scuro delle nubi.

Questo capolavoro di Giorgione ha avuto nel tempo numerose ipotesi sul suo significato: da episodi biblici, come il ritrovamento di Mosè, a mitologici, Giove ed Io, ad allegorici, Fortuna, Fortezza e Carità. Le possibili interpretazioni sono effettivamente molte, ma nessuna di queste al momento sembra essere soddisfacente. Ad esempio le interpretazioni basate sulla dualità (uomo-donna, città-ambiente naturale) hanno perso consistenza da quando è stato appurato radiograficamente che al posto dell’uomo era raffigurata una donna nuda.

Ad oggi, perduto il contesto culturale e i documenti che ci fanno risalire a quella realtà, si possono solo costruire ipotesi, basandosi sui pochi indizi riscontrabili. Neppure le radiografie e le moderne tecnologie di analisi sono state di grande aiuto. Ciò nonostante, anche dal confronto con altre opere dello stesso genere prodotte in ambito veneziano, è molto probabile che Giorgione si sia avvalso della tradizionale costruzione per allegorie, in riferimento a fonti letterarie e poetiche sia classiche che a lui contemporanee. A noi resta il fascino di un’opera così affascinante ed ermetica.

Il Rompicapo

Tornando alla scultura…Chi è il famoso artista che ha realizzato quest’opera? Chi la riconosce?

Soluzione del Rompicapo del 13-04-2015

Dipinto

Si tratta delle Nozze di Cana dipinto nel 1563 da Paolo Caliari, detto il Veronese. Nel 1797 Napoleone Bonaparte, innamoratosi del quadro, decise di appropriarsene come risarcimento delle spese di guerra. La tela fu smontata dalla parete l’11 settembre di quell’anno, tagliata in diversi pezzi e spedita a Parigi al Musée du Louvre dove è tuttora conservata.

Il dipinto mostra l’episodio della tramutazione dell’acqua in vino durante un matrimonio a Cana, contenuto nel Vangelo secondo Giovanni. L’architettura è in stile classico, caratterizzata dai due vasti colonnati ai lati del dipinto; al centro si apre un cortile sormontato da una balconata con un’importante balaustra. Lo sfondo mostra un cielo azzurro con nuvole bianche, nel quale emerge una torre anch’essa in stile classico.

In primo piano, al centro, si trovano dei musicanti intenti ad intrattenere i convitati; due di questi, l’uomo vestito di bianco con la viola da gamba e il personaggio con una tunica rossa e contrabbasso, sarebbero secondo la tradizione Veronese stesso e Tiziano.

Il Veronese non era molto interessato a parlare di storia e quando lo faceva era solo per popolare le sue composizioni di comparse di ogni sorta. Il suo intento era quello di dipingere per ornamento e questo gli permetteva di inserire in un’ultima cena, travestita da banchetto nuziale, uomini in arme, buffoni, nani, ubriachi, cani, scimmie e pappagalli.

Secondo diverse interpretazioni dei critici altri celebri personaggi sono riconoscibili nel dipinto: Francesco I di Francia, Maria I d’Inghilterra, Carlo V, Eleonora d’Asburgo, Solimano il Magnifico, Giulia Gonzaga, Vittoria Colonna e altri.

Curiosità…Questo quadro si trova nella sala che, all’interno del Louvre,ospita la Gioconda e precisamente nella grande parete di fronte.

Rosalba Carriera. Un cognome…Un destino

Nata a Venezia il 12 gennaio del 1673, Rosalba Carriera fu una fra le maggiori ritrattiste e una delle principali artiste di riferimento del Settecento veneziano.

Ebbe un’educazione artistica completa che comprendeva, oltre la pittura, lo studio della musica e il ricamo, la tipica attività cui si dedicavano le giovani donne a quei tempi.

Ma Rosalba Carriera si discostò decisamente dallo stereotipo femminile della damina settecentesca tutta capricci e frivolezze, tanto che ella stessa si impegnò nel creare una sorta di circolo cui facevano parte personaggi illustri dell’ambiente artistico e letterario. Nel 1705 viene ammessa all’Accademia di San Luca di Roma dopo aver presentato il dipinto intitolato Fanciulla con colomba.

Quando tra il 1719 e il 1720 giunsero a Parigi alcune delle maggiori personalità veneziane tra cui Anton Maria Zanetti il Vecchio e Gian Antonio Pellegrini, la stessa Carriera non mancò di soggiornarvi. La pittrice fu ospite di Pierre Crozat, tesoriere del regno e collezionista raffinato, nel suo Hotel di Rue de Richelieu dall’aprile del 1720 al marzo del 1721.

La Carriera mostrò fin da subito di preferire una pittura chiara e sostenuta da una certa fermezza nel disegno; dimostrando inoltre di preferire la tecnica del pastello, accanto a quella della miniatura a tempera e di prediligere il ritratto di tipo “intimistico” che la rese famosa.

La fortuna della Carriera non fu tanto in patria, a Venezia, quanto piuttosto presso una committenza cosmopolita, europea. Ricevette infatti committenze da parte di Massimiliano II di Baviera nel 1704, da parte del re Federico IV di Danimarca nel 1709, dal principe di Sassonia e futuro re di Polonia, Augusto III, che le aprì le porte per nuove committenze nella sua corte.

A Parigi la Carriera si trovò al posto giusto nel momento giusto poiché vi aveva trovato un rinnovamento della tradizione accademica grazie alla presenza dei pittori Charles La Fosse e Antoine Watteau, che stavano lavorando in senso antiaccademico al superamento della gerarchia dei generi pittorici.

In tale contesto il successo della pittrice veneziana fu assicurato e nello stesso tempo di proporzioni inaspettate; diventò ritrattista alla moda perfezionando il modo di dipingere i suoi personaggi, colti in maniera intimistica e psicologica. La Carriera entrava nella psicologia del personaggio per riportare fedelmente le apparenze fisionomiche semplificando al massimo la struttura compositiva del ritratto per far sì che l’attenzione si concentrasse sui volti. Oltre ad essere una gran ritrattista, la pittrice venne spesso richiesta per commissioni più impegnative come il ciclo dei Quattro Elementi, conservato alla Galleria Corsini di Roma, iniziato nel 1741 e portato a termine nel 1743.

carriera_rosalba_la tragedia_Copia

Nel 1746 contrasse una malattia agli occhi che la portò alla totale cecità, nonostante diversi interventi alla cornea, e la costrinse ad abbandonare la sua attività pittorica. Dovette trascorrere gli ultimi anni della sua vita senza poter dipingere e in uno stato di triste angoscia che la portò quasi alla follia.

Dipinse proprio intorno al 1746 uno dei suoi autoritratti più noti, quello in cui si sarebbe ritratta nei panni della Tragedia, assai diverso dal famoso autoritratto giovanile del 1715 e conservato agli Uffizi, dove si rappresentò insieme alla sorella, dipinta su una tela.

Si spense nella sua città natale il 15 aprile 1757 dopo aver dedicato un’intera vita alla pittura e alla ritrattistica, la sua passione.

Sara D’Incertopadre