Walt Whitman

Nel panorama della poesia statunitense della seconda metà dell’Ottocento, accanto alla personalità di Emily Dickinson emerge quella di Walt Whitman (1819-1892). Due personalità decisamente diverse tra loro: da una parte l’introversione e lo spiritualismo della Dickinson, dall’altra il dinamismo vitale di Whitman.

Era il poeta del “sogno americano” che esaltava i valori del duro lavoro, del coraggio e della determinazioni atti a raggiungere un migliore tenore di vita. Fu educato alla democrazia jeffersoniana e visse l’esperienza della sanguinosa guerra civile che lo fece allontanare dal suo partito, trovando una risposta positiva nella figura del repubblicano Lincoln.

Veniva da una famiglia di umili origini di West Hill, sobborgo di Long Island, luogo che Whitman canterà come “l’isola a forma di pesce”. Il padre Walter faceva diversi mestieri, dal muratore al carpentiere al falegname, e con la madre Louisa Van Velsor aveva un rapporto privilegiato che numerose corrispondenze tra i due testimoniarono.

La personalità del giovane poeta fu influenzata da esperienze particolarmente difficili che la sua famiglia dovette sostenere. Il padre sfogava i suoi numerosi fallimenti in violente crisi di rabbia; Edward, uno dei figli era ritardato ed epilettico, un altro, Jessi, sifilitico, e una delle figlie, in seguito ad un matrimonio sbagliato, soffriva di crisi depressive. Tutto ciò creò quella diversità che Whitman sentiva dentro di sé. La sua fu una vita movimentata da mille avventure e fece innumerevoli mestieri: maestro, tipografo, giornalista, e poi ancora costruttore edile e falegname come aiutante del padre.

Sfruttando l’esperienza di stampatore, nel 1855 Whitman scrisse la prima versione di Leaves of Grass [Foglie d’erba], con dodici poesie senza titolo e una prefazione. Iniziò a vendere il suo libro di persona, girando come un poeta ambulante. Inviò anche una copia al famoso poeta statunitense R.W.Emerson che rispose con una lettera di ammirazione. Questo gesto aumentò l’autostima poetica di Whitman e lo spinse ad essere finalmente se stesso nei suoi versi. Nel 1856 uscì infatti una seconda edizione più estesa di Leaves of Grass, che portava esplicitamente la sua firma, e poi ne seguirono altre ancora fino all’ultima del 1892.


COME, said my soul,
Such versed for my Body let us write (for we are one),
That should I after death invisibly return,
Or, long, long hence, in other spheres,
There to some group of mates the chant resuming,
(Tallying Earth’s soil, trees, winds, tumultuous waves,)
Ever with pleas’d smile I may keep on,
Ever and ever yet the verses owning – as, first,
I here and now, Signing for Soul and Body, set to them my
name. 

(da Walt Whitman, Foglie d’erba)

Leaves of Grass è un poema dal forte dinamismo e vitalismo epico in cui viene esaltata la natura, l’eros, la strada aperta e la ricchezza della vita e delle sue varie esperienze. Nei suoi versi si sente l’esaltazione del valore di ogni creatura umana e del singolo in quanto tale. L’esaltazione della natura e l’unione di tutte le sue parti si fa esaltazione della democrazia e non sfocia nel superomismo. I suoi versi lunghi e liberi sono caratterizzati da forte phatos morale e biblico che riproduce proprio il ritmo dei versetti biblici.

Me Imperturbe

ME imperturbe, standing at ease in Nature,
Master of all or mistress of all, aplomb in the midst of
irrational things,
Imbued as they, passive, receptive, silent as they,
Finding my occupation, poverty, notoriety, foibles,
crimes, less important than I thought,
Me toward the Mexican sea, or in the Mannahatta or
the Tennessee, or far north or inland,
A river man, or a man of the woods or of any farm-life
of these States or of the coast, or the lakes or
Kanada,
Me wherever my life is lived, O to be self-balanced for
contingencies,
To confront night, storms, hunger, ridicule, accidents,
rebuffs, as the trees and animals.

La sua vena innovatrice e anticonformista fu accolta dall’opinione pubblica in maniera contraddittoria: da un lato contribuì alla sua celebrità, dall’altro il suo libro fu ritenuto scandaloso in quanto evidenziava elementi sessuali in maniera troppo esplicita, non escludendo poi i sospetti di omosessualità che lo riguardavano.

Alcuni biografi del poeta nordamericano segnarono la nascita della sua figura di raffinato compositore di versi, nell’incontro con il contralto italiano Marietta Alboni il 23 Giugno 1852. Whitman passò dalla fase di semplice giornalista a quella della composizione di Leaves of Grass.

Nel 1873 venne colto da un colpo apoplettico che gli causò una parziale paralisi; dopo la perdita della madre si trasferì dal il fratello George nel New Jersey, dove rimase sino alla morte. Nelle sue ultime opere viene meno il vigore realistico mentre si accentua la componente mistica.

Whitman morì il 26 marzo 1892, quasi in concomitanza con la pubblicazione della raccolta della sua unica opera in prosa, Complete Prose Works.

Maura Ricci

La poesia americana. Emily Dickinson

Nella seconda metà dell’Ottocento emergono negli stati Uniti due importanti personalità poetiche tra loro profondamente diverse: Walt Whitman ed Emily Dickinson.

La Dickinson (1830-1886), dalla personalità votata al ripiegamento su sé stessa nella considerazione dei conflitti e delle contraddizioni del suo tempo e nelle tensioni oniriche della sua anima, visse quasi sempre nella sua casa paterna nel Massachusetts ad Amherst. Ridusse al minimo le sue esperienze, senza neanche sposarsi, per vivere a pieno la sua vita interiore.

La sua passione per la poesia è poco nota e gran parte delle sue liriche furono conosciute solo molti anni dopo la sua morte. Addirittura la loro prima edizione risale al 1955.

Nella sua produzione poetica vive con enfasi drammatica la contraddizione tra pessimismo puritano e ottimismo panico, tra una concezione della natura distruttrice, e una vitale e felice, tra la negazione razionale di Dio e il bisogno di lui.

Nonostante questi conflitti culturali comunque la Dickinson si muove attraverso pochi nuclei tematici essenziali: la morte, l’amore, la natura. Crea a partire da questi temi suggestive immagini e simboli, trasgredendo i “miti” americani dando loro una visione eretica e irregolare.

La sua carica trasgressiva è evidente anche nelle anomalie grafiche, metriche, ritmiche, lessicali e sintattiche della sua poesia. I suoi componimenti sono caratterizzati da una certa visionarietà razionale che trasfigura i particolari concreti di partenza e crea delle vere e proprie atmosfere allucinatorie.

UDII UNA MOSCA RONZARE

I heard a fly buzz when I died;

the stillness round my form

was like the stillness in the air

between the heaves of storm.

The eyes beside had wrung them dry,

and breaths were gathering sure

for the last onset, when the king

be witnessed in his power.

I willed my keepsakes, signed away

what portion of me I

could make assignable, – and then

there interposed a fly,

with blue, uncertain, stumbling buzz

between the light and me;

and then windows failed, and then

I could not see to see.

In questa poesia è possibile vedere come la Dickinson attraverso il ronzio della mosca, elemento dissonante in una scena di morte, dona alla visione della propria morte un carattere di concretezza e insieme di allucinazione, e quasi di sogno funesto e irritante. E’ qui che si manifesta la particolarità dello stile poetico di Emily Dickinson.

Maura Ricci